sabato 28 novembre 2020

"Hits of the 70's" e il successo dei singoli di Elvis in Gran Bretagna

Contrariamente a quanto accadde negli Stati Uniti, molti 45 giri di Elvis emessi nel Regno Unito durante la prima metà degli anni '70 si trasformarono in successi da Top 10. Un dato significativo che ci rivela una notevole sintonia tra la produzione discografica relativa all'ultimo tratto della parabola artistica del Re e i gusti degli appassionati di musica di quel paese. Occorre ricordare che nello stesso periodo solo The Wonder of You (1970) e Burning Love (1972) centrarono la Top 10 negli States, raggiungendo rispettivamente l'ottava e la seconda posizione. Migliore il risultato per quanto riguarda la Top 20 americana, raggiunta con Kentucky Rain (1970 - #16), You Don't Have To Say You Love Me (1970 - #11), Separate Ways (1972 - #20), Steamroller Blues (1973 - #17), If You Talk in Your Sleep (1974 - #17), Promised Land (1974 - #14) e My Boy (1975 - #20).

Ma torniamo in Gran Bretagna e vediamo nel dettaglio il percorso dei tredici singoli emessi tra il 1970 e il 1974 che si piazzarono tra i primi dieci.

Don't Cry Daddy (1970) #8

The Wonder of You (1970) #1

I've Lost You (1970) #9

You Don't Have To Say You Love Me (1971) #9

There Goes My Everything (1971) #6*

Rags To Riches (1971) #9

I Just Can't Help Believing (1971) #6

Until It's Time For You To Go (1972) #5

An American Trilogy (1972) #8

Burning Love (1972) #7

Always on My Mind (1972) #9*

My Boy (1974) #5

Promised Land (1974) #9

Ottimi risultati, indubbiamente. La maggior parte di questi brani, anzi, tutti tranne Don't Cry Daddy, My Boy e Promised Land furono inclusi nella notevole raccolta Hits of the 70's, completata con altri due hits britannici minori ma di una certa consistenza, Kentucky Rain (1970 - #21) e I'm Leavin' (1971 - #23) ed emessa (non negli Stati Uniti) intorno alla fine del 1974. L'importanza di questa compilazione, che inizialmente non ebbe successo, è data anche dal fatto che alcuni brani in essa contenuti non avevano ancora trovato posto negli album regolari di Elvis. Nello specifico, parliamo di Rags To Riches, An American Trilogy (presente in vari live del cantante ma non nella versione del singolo, incisa a Las Vegas nel 1972) e I'm Leavin', quest'ultimo un pezzo nel quale Elvis credeva molto e che in America non aveva fatto molta strada.

In conclusione, Hits of the 70's è una delle raccolte di Elvis che amo di più: il contenuto è di grande qualità e piuttosto vicino dal punto di vista temporale ma, soprattutto, quando la acquistammo nel 1978 parecchie canzoni non le avevo mai ascoltate prima e me ne innamorai al primo giro di vinile sul piatto del nostro rudimentale giradischi.

I singoli I Really Don't Want To Know / There Goes My Everything (USA 1970) e Separate Ways / Always on My Mind (USA 1972) uscirono in Gran Bretagna con l'ordine dei brani invertiti. Considerando che i nuovi a-side entrarono entrambi nella Top 10, bisogna dire che si trattò di scelte quanto mai azzeccate da parte dei discografici.  

Foto: Roberto Paglia

venerdì 27 novembre 2020

Quell'indimenticabile show di Elvis

Aspettai un po' a farmi comprare Elvis Presley Show (That's The Way It Is) da mia madre. Da ragazzino le copertine disegnate non erano di mio gradimento, perché volevo nuove immagini del Re. Comunque, l'album arrivò nel 1978 e mi resi immediatamente conto che si trattava di un disco stupendo. Ancora oggi è uno dei miei preferiti di Elvis e non mi sono ancora stancato di ascoltare autentiche gemme musicali come I Just Can't Help Believing, You've Lost That Lovin' Feelin' e Just Pretend. Ho citato tre titoli, ma a pensarci bene avrei potuto elencarli tutti... Si, anche Patch It Up, brano non apprezzato da tutti gli appassionati ma che a me ha sempre trasmesso l'incontenibile entusiasmo di un artista che era tornato a fare quanto gli era più congeniale: esibirsi dal vivo.

Ricordo che tornati a casa lo mettemmo subito sul piatto e quando arrivò il turno di You Don't Have To Say You Love Me mamma esclamò "questa è Io che non vivo!" e poi si mise a cantare il ritornello sulla voce di Elvis. Fu una scena bellissima. Lei sembrava felice e di conseguenza lo ero anch'io, perché i soldi spesi, per i quali mi sentivo sempre in colpa, le avevano regalato un bel momento.

Foto: Roberto Paglia

giovedì 26 novembre 2020

La favola di Harum Scarum

Tra le altre cose, novembre è anche il mese in cui l'album Harum Scarum, non esattamente il migliore di Elvis Presley, arrivò nei negozi di dischi. Era il 1965 e il 33 giri contenente la colonna sonora del film omonimo si spinse fino all'ottavo posto nella classifica di Billboard. Un grande risultato, anche perché il disco fece necessariamente a meno di un singolo di lancio, visto che sarebbe stato difficile individuare un brano adatto allo scopo fra quelli appartenenti alla soundtrack.

A questo scombinato progetto ho già dedicato due lunghi approfondimenti in passato, dei quali troverete i relativi link in fondo al post. Oggi vorrei invece raccontare una storia che risale al 1979, quando ero un ragazzino pieno di entusiasmo. 

Una domenica mattina di tanto tempo fa, e per tanto tempo intendo diversi decenni, con mia madre e mia sorella ci recammo a Porta Portese, il noto mercato all'aperto di Roma. Ricordo nitidamente che quel giorno mi ero messo in testa di tornare a casa con qualcosa di Elvis. Ieri come oggi, sulla moltitudine di bancarelle che popolano Porta Portese non è improbabile trovare articoli correlati ad Elvis, si tratti di dischi, libri o quant'altro, ma nella primavera del 1979 - non avevo ancora compiuto tredici anni - la mia era più una speranza campata per aria che una certezza. Fatto sta che ci eravamo appena addentrati in quel grande mercato, quando realizzai che a circa venti metri di distanza qualcosa stava cercando di attirare la mia attenzione. Si, c'era un non so che di vagamente familiare su una bancarella che... Non avrei saputo dire esattamente di cosa si trattasse, ma un volto familiare sembrava guardare nella mia direzione. Preso da una strana smania iniziai a macinare metri con crescente convinzione e alla fine, sopra quello che si rivelò un piccolo banco di dischi usati, Harum Scarum e Elvis TV Special mi apparvero in tutto il loro splendore. Sapevo poco o nulla dei due LP, più o meno che esistevano e poco altro e un lungo brivido attraversò il mio corpo. Mi girai di scatto e cercai gli occhi di mia madre. Non ci fu bisogno di dire nulla, aveva già capito. Mi sorrise e disse che potevo prenderli entrambi. Passai le settimane successive ad ascoltarli. Tutti i giorni, appena potevo, fino ad impararli a memoria. Elvis TV Special è un capolavoro e non fa testo, ma se oggi riesco ad emozionarmi mentre ascolto brani come My Desert Serenade lo devo soprattutto a quei lontani giorni di fine anni settanta, quando grazie a Elvis tutto sembrava assumere i contorni di una favola.

The song is new and it's calling you...

Foto: Roberto Paglia

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mercoledì 25 novembre 2020

Elvis' Golden Records, Volume 3: Una delle migliori raccolte di tutti i tempi

Considero Elvis' Golden Records, Volume 3 una delle migliori raccolte di tutti i tempi. Spettacolare la track-list, che comprende una lunga serie di classici senza tempo entrati di diritto nell'immaginario collettivo. Ricordo però che prima ancora di ascoltarla mi colpirono le note sul retro della copertina, lette non so quante volte. Eccole: 

Questo terzo album della popolarissima serie "Elvis' Golden Records" è stato emesso in seguito a innumerevoli richieste di fans di Elvis giunteci da ogni parte. In esso, convenientemente confezionate in un unico LP, vi sono dodici delle più belle e "dorate" interpretazioni di Elvis che hanno raggiunto singolarmente le vette delle classifiche dei dischi più venduti. Troviamo qui commoventi canzoni, come "It's Now or Never" (O' Sole Mio) e "Surrender" (Torna a Surriento), ed entusiasmanti e trascinanti "rocks", come "Stuck on You", "I Feel So Bad" e "Good Luck Charm" (Portafortuna). E tutti i brani scelti sono registrati alla perfezione!

Che dire, se non che spesso la bellezza risiede nella semplicità? Altri tempi. Elvis' Golden Records, Volume 3 venne emesso nel 1963, dopo aver colpevolmente scartato l'idea di confezionare un album con le canzoni incise a Nashville nel maggio di quello stesso anno. Tale disco, naturale seguito di Elvis is Back (1960), Something For Everybody (1961) e Pot Luck (1963) si sarebbe rivelato un prodotto di ottimo livello, ma all'epoca i LP contenenti le colonne sonore dei film di Elvis assicuravano vendite maggiori e la RCA utilizzò la gran parte dei brani di Nashville come bonus songs di tali album e per i lati b di vari singoli pubblicati nel corso degli anni sessanta. Un vero spreco. Comunque, relativamente alle vendite Elvis' Golden Records, Volume 3 andò benissimo, volando fino al terzo posto nella classifica statunitense e vendendo consistentemente negli anni.

Vediamo nel dettaglio il contenuto di questa splendida compilazione, che si concentra sui dischi d'oro a 45 giri emessi nel periodo 1960 - 62 facendo tranquillamente a meno dei grandi successi Can't Help Falling in Love e Return To Sender, ovviamente già inseriti negli album Blue Hawaii (1961) e Girls! Girls! Girls! con i rispettivi b-side. Anche operando questi tagli i discografici si trovarono alle prese con problemi di abbondanza.

Lato 1 - It's Now or Never / Stuck on You / Fame and Fortune (b-side di Stuck on You) / I Gotta Know (b-side di Are You Lonesome Tonight?) / Surrender / I Feel So Bad

Lato 2 - Are You Lonesome Tonight? / (Marie's The Name) His Latest Flame / Little Sister (b-side di His Latest Flame) / Good Luck Charm / Anything That's Part of You (b-side di Good Luck Charm) / She's Not You

Ora diamo un'occhiata ai brani che rimasero fuori dal progetto:

A Mess of  Blues - b-side di It's Now or Never, poi recuperato su Elvis' Gold Records, Volume 4 (1968).

Lonely Man - b-side di Surrender e scarto del film Wild in the Country (1961). Anch'esso venne recuperato su Elvis' Gold Records, Volume 4.

Wild in the Country - b-side di I Feel So Bad dal film omonimo. e titolo del film omonimo. Inserito nel box set antologico Elvis, The Other Sides - Worldwide Gold Award Hits, Volume 2 (1971).

Just Tell Her Jim Said Hello - b-side di She's Not You. Altro brano che finì in Elvis' Gold Records, Volume 4 nel 1968.

Per finire, vediamo come si piazzarono in classifica i dodici brani che compongono Elvis' Golden Records, Volume 3 :

It's Now or Never (1960 - a #1)

Stuck On You (1960 - a #1)

Fame and Fortune (1960 - b #17)

I Gotta Know (1960 b #20) 

Surrender (1961 - a #1)

I Feel So Bad (1961 - a #5)

Are You Lonesome Tonight? (1960 - a #1)

(Marie's The Name) His Latest Flame (1961 - a #4)

Little Sister (1961 - b #5)

Good Luck Charm (1962 - a #1)

Anything That's Part of You (1962 - b #31)

She's Not You (1962 - a #5)

Una compilazione dorata sotto tutti i punti di vista.

Foto: Roberto Paglia

lunedì 23 novembre 2020

Due Elvis distanti anni luce

In questi giorni si fa un gran parlare di From Elvis in Nashville, il set appena uscito incentrato sulle session di Nashville che ebbero luogo i primi giorni di giugno del 970. Diversi appassionati lo hanno già portato a casa, mentre io, come al solito, non mi sono ancora deciso ad acquistarlo. Lo farò senz'altro ma non ho tutta questa fretta, i dischi di Elvis sono sempre arrivati al momento giusto e sarà così anche questa volta.

Nel frattempo mi concentro su questa foto, scattata proprio il 4 giugno a Nashville, che ci rende nota una presenza inattesa e del tutto fuori luogo: Frankie and Johnny. All'epoca dello scatto, questo album contenente la colonna sonora del film omonimo era stato pubblicato appena quattro anni prima, ma sembrava distare anni luce dall'Elvis che quel giorno si apprestava ad incidere una montagna di canzoni. A pensarci bene il contrasto è talmente netto da far pensare a un fotomontaggio, eppure non lo è. A quanto pare, qualcuno si portò da casa un 33 giri per farselo autografare. Chissà perché scelse proprio Frankie and Johnny, me lo sono sempre chiesto. Forse quella persona amava la soundtrack in questione. Come me, del resto.

Per la cronaca, quel giorno Elvis incise Twenty Days and Twenty Nights, I've Lost You, I Was Born About Ten Thousand Years Ago, The Sound of Your Cry, Faded Love, The Fool, Little Cabin on The Hill e Cindy Cindy. Si, decisamente anni luce.

domenica 22 novembre 2020

Elvis e gli altri

 

Elvis con:

Robert Plant
Bruce Springsteen
John Lennon
Joe Strummer
Keith Moon

Foto dal web - Collage Roberto Paglia