domenica 12 gennaio 2020

Ricordi hawaiani

Comprammo Aloha From Hawaii Via Satellite che ero un ragazzino, nel lontano 1978. Sapevo dell'esistenza di questo doppio album e anche di Elvis as Recorded at Madison Square Garden, probabilmente avevo letto qualcosa su una rivista, e mi ero messo in testa di aggiungerli entrambi alla mia collezione. Con mia madre, che nei limiti del possibile era sempre pronta ad assecondare la mia passione per Elvis (piaceva molto anche a lei) li cercammo in diversi negozi di dischi, ma in ognuno di essi ci venne detto che i due ellepì erano ormai fuori catalogo. Alla fine, in un negozio grande quanto la nostra cucina ci dissero che forse si potevano ancora trovare: sarebbe bastato prenotarli, lasciare un acconto e passare la settimana successiva. Felicità alle stelle, naturalmente, contai letteralmente i giorni, le ore e i minuti che mi separavano dal grande evento. Quando tornammo lì il sabato successivo, scoprimmo che per il live del Madison Square Garden non era stato possibile fare nulla, ma l'Aloha era sul banco, rilucente di bellezza e in attesa di essere portato a casa. Non dimenticherò mai quel giorno.


La foto di Elvis utilizzata per la copertina di Aloha From Hawaii Via Satellite non è delle migliori, questo è evidente, però l'album è caratterizzato da un art work di grande impatto, inusuale per gli standard presleiani.


Also Sprach Zarathustra
1 See See Rider 
2 Burning Love
3 Something 
4 You Gave Me a Mountain
5 Steamroller Blues
6 My Way
7 Love Me
8 Johnny B. Goode
9 It's Over
10 Blue Suede Shoes
11 I'm So Lonesome I Could Cry
12 I Can't Stop Loving You
13 Hound Dog
14 What Now My Love
15 Fever
16 Welcome to My World
17 Suspicious Minds
Introductions by Elvis
18 I'll Remember You
19 Long Tall Sally / Whole Lotta Shakin' Goin' On
20 An American Trilogy
21 A Big Hunk O' Love
22 Can't Help Falling in Love


Per quanto mi riguarda, la più bella colonna sonora di Elvis è quella che ha cantato e continua a cantare accompagnando la mia esistenza. E come in un film mi immagino a due passi da lui, mentre interpreta una delle tante, tantissime canzoni che mi tengono compagnia da quando ho memoria, mentre spero di incrociare il suo sguardo per una frazione di secondo. Si, me lo farei bastare, poi a dilatare quel piccolo frammento di tempo ci penserei io.

Di concerti ne ho visti tanti, dei più grandi artisti del pianeta, potrei riempire questo post di nomi altisonanti, eppure li baratterei tutti per assistere non tanto al leggendario spettacolo delle Hawaii, ma al meno ispirato dei dinner show tenuti da Elvis Las Vegas.

Ecco, questo significa Elvis Presley per me.

Foto: web
Rielaborazioni: Roberto Paglia

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L'alba di Aloha

mercoledì 8 gennaio 2020

Caro Elvis...


Giorni fa avevo un paio di buone idee per la testa, così ho provato a scrivere un post per il tuo compleanno. Non ci sono riuscito. Sicuro di farcela ci ho riprovato oggi, ma sembrava tutto così scontato... Detesto le frasi fatte, così l'ho cancellato. Sono solo parole, non sempre escono. Però sono dentro me, da quarantadue anni, e non ho bisogno di dirti nulla se non che sei la parte bella di me.

Foto: Roberto Paglia

mercoledì 25 dicembre 2019

Buon Natale a suon di Blues

Chissà perché la RCA volle pubblicare un album natalizio di Elvis sul finire del 1971, dato che giusto un anno prima aveva rispolverato il Christmas Album del 1957 riproponendolo in linea economica. Comunque, Elvis Sings The Wonderful World of Christmas arrivò verso la fine di ottobre del '71, accompagnato dal singolo di lancio Merry Christmas Baby / O Come, All Ye Faithful e pur non facendo sfracelli in classifica vendette consistentemente negli anni, conquistando il disco d'oro nel 1977 e il multiplatino nel 1993. Dal punto di vista artistico non si rivelò uno dei migliori 33 giri di Elvis Presley, che quando incise le undici canzoni natalizie in esso contenute (nel maggio del 1971) non era vocalmente al meglio, ma è sempre un piacere ascoltarlo. Il vertice di Elvis Sings The Wonderful World of Christmas è rappresentato proprio da Merry Christmas Baby, un Blues che fa il paio con Santa Claus is Back in Town, proveniente dall'Elvis' Christmas Album del 1957. Dunque, il 45 giri che vi mostro in questo post  - pubblicato negli Stati Uniti nel 1985 - non è soltanto un omaggio alle festività, ma anche un prezioso contenitore di incursioni in territorio Blues da parte del Re. Cosa può esserci di meglio per farvi gli auguri?

Buon Natale a tutti !


Merry Christmas Baby / Santa Claus is Back in Town
JB-14237 (PB-14237)
USA - 1985
Not for sale



Foto: Roberto Paglia  

domenica 15 dicembre 2019

Tracce di Elvis

Nel 2005 ebbi il piacere di acquistare i nuovi lavori in studio di due dei nomi del rock che amo maggiormente, Kate Bush e Neil Young. Per la talentuosa musicista inglese si trattava del primo album in dodici  anni, il precedente era stato The Red Shoes nel 1993 e l'attesa era naturalmente alle stelle. Perfezionista al limite del maniacale e da sempre poco interessata alle leggi del mercato, Kate diede alle stampe l'ambizioso doppio cd Aerial, che poco sorprendentemente non deluse le aspettative, rivelandosi opera complessa e refrattaria alle mode del momento, fedele al percorso sonoro interrotto anni prima ma al contempo innovativa e al passo con i tempi. Insomma, dal mio personale punto di vista un progetto riuscitissimo.

 Per quanto riguarda lo straordinario artista canadese, da sempre prolifico e versatile, in quel 2005 realizzò Prarie Wind, che si concentrava sull'aspetto più morbido e acustico della sua produzione, tanto caro a chi apprezza dischi come Harvest. All'epoca pensai che Young, ormai sulla sessantina, avesse deciso di concentrarsi su un tranquillo per quanto efficace country rock di campagna... Ebbene, appena un anno dopo il buon Neil mi avrebbe smentito alla grande, ma questa è un'altra storia.

In entrambi gli album, pubblicati nello stesso anno e distanti anni luce a livello musicale, Elvis palesò la sua presenza in modo indelebile, perché tanto Kate Bush quanto Neil Young gli dedicarono un brano. Inutile dire quanto apprezzai la sorpresa.

In King of the Mountain (che su singolo raggiunse il 4° posto in UK e Italia) la Bush traccia un profilo del Re e della sua corte, in bilico tra l'opprimente solitudine di chi ha raggiunto un livello di fama così elevato, da qui la montagna, e la vana esigenza, sospesa tra fantasia e realtà, di stabilire un contatto più diretto con un personaggio leggendario, L'omaggio di Neil Young ha un titolo altrettanto esplicito, He Was the King e un testo decisamente meno onirico, nel quale per mezzo di una serie di istantanee viene rievocata e tratteggiata la storia di Elvis.


Kate Bush
Aerial
(2005)

[A Sea of Honey]

King of the Mountain
π
Bertie
Mrs. Bartolozzi
How to Be Invisible
Joanni
A Coral Room

[A Sky of Honey]

Prelude
Prologue
An Architect's Dream
The Painter's Link
Sunset
Aerial Tal
Somewhere in Between
Nocturn
Aerial


Neil Young
Prarie Wind
(2005)

The Painter
No Wonder
Falling Off the Face of the Earth
Far from Home
It's a Dream
Prairie Wind
Here for You
This Old Guitar
He Was the King
When God Made Me

Foto: web
Rielaborazione: Roberto Paglia 

sabato 14 dicembre 2019

Un promo per Roustabout

Pubblicato sul finire del 1964, Roustabout raggiunse la vetta della classifica statunitense all'inizio dell'anno successivo, confermando una volta di più il grande appeal di Elvis Presley. A pensarci bene, il risultato fu rilevante anche per un artista del suo calibro, considerando che si era in piena British Invasion, che la Colonna sonora offriva ben pochi spunti di rilievo e che l'album non aveva beneficiato della preziosa spinta di un singolo di lancio. Chissà, magari parte del merito per la riuscita commerciale del progetto va attribuito a questo promo realizzato dalla RCA. Il 45 giri offre agli ascoltatori Roustabout e One Track Heart, due canzoni disimpegnate ma tutto sommato piacevoli: ci lasciano in ricordo la sensazione che Elvis stia cantando quello che più gli piace cantare.

Trovai il disco per puro caso, su una bancarella, al termine di una mattinata passata a cercare vinili del mio cantante preferito. Chi lo vendeva mi disse "questo non lo vuole nessuno perché è senza copertina, dammi cinquemila lire ed è tuo". Non me lo feci ripetere due volte, accettai di slancio senza immaginare di cosa si trattasse, perché lo guardai di sfuggita. Solo dopo mi resi conto che avevo tra le mani un bel pezzo da collezione. Era l'ultimo anno della lira... Decisamente un ottimo affare per salutare il vecchio conio.


Roustabout / One Track Heart
RCA Victor SP-45-139
USA - 1964
Not For Sale


Foto: Roberto Paglia

A proposito di Roustabout leggi anche:
Elvis e il Roustabout australiano