lunedì 4 ottobre 2021

Un breve ricordo del progetto The Great Performances

Luglio, quello del 1990, è il mese in cui arrivò nei negozi il progetto the Great Performances, comprensivo di due VHS e di relativo album pubblicato su LP e CD. A me piacque davvero tanto. Sebbene non ci fosse molto materiale inedito per gli appassionati più esigenti (io all'epoca già lo ero...) bisogna dire che i discografici fecero un gran bel lavoro, indubbiamente utile per il pubblico generalista, per mezzo di una panoramica sulla carriera del più grande performer di tutti i tempi che si rivelò esaustiva e di forte impatto.

Il grande merito di The Great Performances fu quello di portare alla luce niente meno che My Happiness, il brano inciso da Elvis nel 1953 e fino ad allora inedito. Sarebbe bastato questo storico pezzo a giustificare l'acquisto, ma le videocassette (e anche il disco) contenevano anche quello che a tutt'oggi è uno dei momenti più commoventi correlati ad Elvis Presley: la Unchained Melody proveniente dal concerto che il Re tenne a Rapid City la sera del 21 giugno 1977. Ecco, osservare Elvis mentre esegue questo brano curvo sulla tastiera e poi girarsi all'improvviso per regalarci un sorriso che toglie il respiro non ha prezzo. Una manciata di minuti che nel tempo hanno contribuito a farci amare il nostro idolo ancora di più, se possibile. Siamo tutti con te Elvis. Per sempre.

Foto: Roberto Paglia

domenica 3 ottobre 2021

Domenica mattina con Elvis e Clambake

Poco fa, mentre giravo senza meta su YouTube mi è venuta l'ispirazione di riascoltare l'album Clambake. Disco molto particolare, lo si evince già dal brano piazzato in apertura di lato 1 del vinile dai discografici dell'epoca: Guitar Man. Quindi, se nella seconda metà degli anni sessanta quelli della RCA si videro costretti a sfornare una colonna sonora dietro l'altra, visto che Elvis e il Colonnello raggiungevano la quota con i brani targati Hollywood, in questo caso ebbero la possibilità, immediatamente sfruttata, di riempire il LP di bonus songs (fra le quali figura anche Big Boss Man) provenienti da una significativa session che si era tenuta a Nashville il 10 e 11 settembre del 1967, durante la quale Elvis, libero da obblighi cinematografici fu finalmente messo nella condizione di sfoderare parte del proprio straripante talento grazie a composizioni di un certo spessore. Come detto, alla più bella di queste bonus songs venne affidato il compito di aprire un album che poi lasciava sfilare le canzoni del film Clambake prima di tornare a materiale di maggiore consistenza. Ne venne fuori un 33 giri ibrido, all'interno del quale i dodici pezzi, pur vicini dal punto di vista temporale sembrano divisi in due blocchi distinti giunti a noi da dimensioni parallele. Inutile dire che si sarebbe potuto fare di meglio, magari tenendoli in serbo in vista di un album contemporaneo da pubblicare all'inizio del 1968.

Tuttavia, a volte è anche giusto decontestualizzare e oggi possiamo permetterci di giudicare Clambake per le canzoni che contiene senza stare a pensare che Elvis avrebbe potuto fare ben altro durante il decennio consacrato al cinema e, soprattutto, che nel 1967 uscirono il primo album dei Doors, il Sgt. Pepper dei Beatles, John Wesley Harding di Dylan, il primo lavoro dei Pink Floyd ecc...

Ecco, in questo senso scopriamo che nel "blocco hollywoodiano" rintracciabile in Clambake trova posto una perla del calibro di You Don't Know Me, che sono belle anche The Girl I Never Loved e A House That Has Everything e che non è male nemmeno la title-track, che vede Elvis inseguire la linea del basso mentre invita tutti a fare festa. Per quanto mi riguarda, sono soltanto due i brani che non raggiungono la sufficienza: Confidence e Hey, Hey, Hey. Sulla base di queste considerazioni - che forse a qualcuno potranno sembrare sorprendenti -  si può concludere che durante i sixties uscirono effettivamente dei dischi minori, non rappresentativi del nome impresso sulla copertina ma anche che, canzoni alla mano, è meno scontato di quanto si possa pensare inserire Clambake fra questi.

Foto: Roberto Paglia

sabato 2 ottobre 2021

7 concerti di Elvis Presley a Las Vegas

Circa un anno e mezzo fa ho aperto su facebook un gruppo interamente dedicato ad Elvis Presley, chiamandolo Elvis Good Times. Devo dire che la risposta degli appassionati è stata molto positiva e colgo l'occasione per ringraziare tutti gli iscritti, che ormai sono più di mille. I post che ho pubblicato sul gruppo in questo lasso di tempo sono tanti, così ho pensato di recuperarne una parte sul blog, cominciando con alcuni di essi relativi ai bootleg di Elvis contenenti registrazioni dal vivo. Sperando di fare cosa gradita ne ho raggruppati sette contenenti altrettante mini recensioni di spettacoli che ebbero luogo a Las Vegas nel corso degli anni '70, tanto per dare coerenza di fondo all'articolo. Buona lettura, e se passate su facebook iscrivetevi a Elvis Good Times! 

25 agosto 1972 [Dinner show]

La scaletta di questo spettacolo è notevole, ricca di pezzi ad alto tasso emotivo anche se non mancano i super classici del passato.  Until It's Time For You To Go ha qualcosa di magico ed è sempre un piacere ascoltarla. Personalmente di questo brano preferisco le rese dal vivo alla versione in studio, che pure amo moltissimo.

Un concerto che vale la pena ascoltare, o riascoltare. Il CD Lonesome Summer Breeze (2012) ne propone una audience recording che è comunque godibile.

Also Sprach Zarathustra / See See Rider / Johnny B. Goode / Proud Mary / Until It’s Time For You To Go / You Don’t Have To Say You Love Me / You Gave Me A Mountain / You’ve Lost That Lovin’ Feelin’ / Polk Salad Annie / What Now My Love / Fever / Love Me / Blue Suede Shoes / Heartbreak Hotel / All Shook Up / Medley: Little Sister - Get Back / Love Me Tender / Walk That Lonesome Road [J.D. Sumner and the Stamps] / Suspicious Minds / Band Introductions / My Way / A Big Hunk O’Love / An American Trilogy / Can’t Help Falling In Love - Closing Vamp

 6 agosto 1973 [Opening show]

Il 6 agosto 1973 Elvis inaugura la sua ultima stagione a Las Vegas dalla durata di quattro settimane con un opening show che personalmente considero di ottimo livello. Molto interessante la scaletta, che comprende Help Me Make It Through The Night, Memphis, Tennessee, il medley Trouble / Raised on Rock e My Boy, brano che poi Elvis avrebbe inciso in studio il 13 dicembre di quello stesso anno. Purtroppo questa prima versione del pezzo davanti al pubblico non venne granché bene, ma ci sta. Quanto a Raised on Rock - registrata negli studi della Stax solo due settimane prima - Elvis la fece sparire già dal dinner successivo, ma quella che resta l'unica resa live della canzone ci rivela che avrebbe meritato maggiore considerazione. Infine, va segnalata la versione funky di Also Sprach Zarathustra... Che dire, uno spettacolo molto particolare, sicuramente da avere. 

Also Sprach Zarathustra / See See Rider / Medley: Trouble - Raised On Rock / Love Me / Steamroller Blues / What Now My Love / Blue Suede Shoes / Memphis, Tennessee / Medley: Long Tall Sally - Whole Lot-ta Shakin’ Goin’ On - Mama Don’t Dance - Flip, Flop & Fly - Jailhouse Rock - Whole Lotta Shakin’ Goin’ On / Love Me Tender / Hound Dog / Fever / My Boy / Suspicious Minds

Band Introductions / Celebrity Intoductions: Petula Clark, Guy March, Phillis McGuire, Liza Minelli

I Can’t Stop Loving You / An American Trilogy / Bridge Over Troubled Water / How Great Thou Art / A Big Hunk O’Love / Help Me Make It Through The Night / Can’t Help Falling In Love / Closing Vamp

7 agosto 1973 [Dinner show]

Quello contenuto in questo CD è il dinner show del 7 agosto 1973, quindi si tratta del concerto immediatamente successivo allo spettacolo inaugurale (vedi sopra) e già possiamo notare che Elvis ha tagliato Raised on Rock, che evidentemente non lo aveva convinto, conservando però Trouble. Rispetto all'opening fa anche a meno di brani importanti come How Great Thou Art e Bridge Over Troubled Water, di Memphis, Tennessee, Help Me Make It Through The Night e My Boy, che il giorno precedente non era venuta granché bene: la recupererà già a partire dal midnight show di qualche ora dopo.   

Also Sprach Zarathustra / See See Rider / Medley: I Got A Woman - Amen / Love Me / Steamroller Blues / You Gave Me A Mountain / Trouble / Blue Suede Shoes / Medley: Long Tall Sally - Whole Lotta Shakin’ Goin’ On - Mama Don’t Dance - Flip, Flop And Fly - Jailhouse Rock - Whole Lotta Shakin’ Goin’ On / Love Me Tender / Hound Dog / Fever / What Now My Love / 5 Suspicious Minds / Band Introductions / I Can’t Stop Loving You / An American Trilogy / A Big Hunk O’Love / Can’t Help Falling In Love / Closing Vamp

19 agosto 1974 [Opening show]

Il 19 agosto del 1974 Elvis inaugurò la nuova serie di spettacoli a Las Vegas rivoluzionando la scaletta e la struttura stessa del suo show, con risultati (comunque ottimi) che in relazione alla sua attività concertistica rappresentano una vera e propria novità mai reiterata. Avrei potuto mostrare altri CD contenenti il soundboard di questo concerto ma ho scelto Down in the Alley con la sua ormai superflua audience recording perché mi riporta al lontano 1992, a quando ordinai il disco, all'attesa e infine allo stupore quando potei finalmente ascoltare questo celebre spettacolo. Bei tempi.

Big Boss Man / Proud Mary / Down In The Alley / Good Time Charlie’s Got The Blues / Never Been To Spain / It’s Midnight / If You Talk In Your Sleep / I’m Leavin' / Let Me Be There / Softly As I Leave You / If You Love Me (Let Me Know) / Love Me Tender / Polk Salad Annie / Band Introductions / Promised Land / My Baby Left Me / Bridge Over Troubled Water / Fever / Hound Dog / Can’t Help Falling In Love

31 agosto 1974 [Dinner show]

Durante la stagione estiva del 1974 a Las Vegas Elvis interagì molto con il pubblico, lasciandosi anche andare a lunghi monologhi spesso incentrati sul Karate, all'epoca un'autentica ossessione per lui. Tuttavia, basta dare un'occhiata alle scalette degli spettacoli di quelle due settimane di repliche per rendersi conto di quanto Elvis tenesse nella giusta considerazione l'aspetto musicale della sua esibizione. Quello contenuto nel CD Karate Fever (2010) è il dinner show del 31 agosto, ricco di highlights e molto piacevole da ascoltare, o riascoltare. Audience recording, certo, ma di quelle godibili.

Also Sprach Zarathustra / See See Rider / I Got A Woman - Amen / Love Me / If You Love Me (Let Me Know) / It’s Midnight / Big Boss Man / Fever / All Shook Up / Softly As I Leave You / 

Hound Dog [con ripresa parte finale] / An American Trilogy / Medley: (Let Me Be Your) Teddy Bear - Don’t Be Cruel / Band Introductions / If You Talk In Your Sleep / [Elvis Talks Karate] / Until It’s Time For You To Go / Let Me Be There [con ripresa parte finale] / Hawaiian Wedding Song / Heartbreak Hotel / How Great Thou Art / Can’t Help Falling In Love - Closing Vamp

19 agosto 1975 [Midnight show]

Come sappiamo, la stagione estiva a Las Vegas del 1975 venne interrotta dopo tre giorni e cinque spettacoli, perché Elvis non stava bene. Si tratta di concerti particolari, più brevi del solito e ricchi di brani inusuali, visto che il Re accettò richieste dal pubblico. Ad esempio, in questo midnight show del 19 agosto troviamo in scaletta una rara Young and Beautiful. Possiamo inoltre notare che Elvis, volendo probabilmente dosare le forze, nella seconda parte del concerto canta in sequenza quattro pezzi non particolarmente impegnativi dal punto di vista interpretativo (Love Me Tender, All Shook Up, Love Me e Hound Dog) prima di regalare al pubblico una preziosa (e bellissima) resa di My Boy e chiudere le operazioni sulle note della consueta Can't Help Falling in Love

Also Sprach Zarathustra / See See Rider / Blue Suede Shoes / Young And Beautiful / Are You Lonesome Tonight? / If You Love Me (Let Me Know) / Softly as I Leave You / It´s Now Or Never / Polk Salad Annie

Band Introductions - Johnny B. Goode [James Burton] - Drum Solo [Ronnie Tutt] - Bass Solo [Jerry Scheff] - Piano Solo [Glen D. Hardin] - School Days [Joe Guercio Orchestra]

 T-R-O-U-B-L-E [con falsa partenza] / Why Me, Lord ? / Love Me Tender / All Shook Up / Love Me / Hound Dog / My Boy / Can´t Help Falling In Love [con falsa partenza] - Closing Vamp

20 agosto 1975 [Midnight show]

Il 20 agosto 1975 Elvis si vede costretto ad abbandonare Las Vegas per motivi di salute, di conseguenza questo midnight show si trasforma nel closing di una stagione evidentemente nata sotto una cattiva stella. Durante l'esibizione Elvis guarda spesso l'orologio, in modo da salutare i presenti non appena raggiunto il limite dei quarantacinque minuti previsto dal suo contratto. In effetti la scaletta è piuttosto corta, basti pensare che Elvis introduce i membri della band dopo appena sette brani eseguiti, ma in essa è presente un numero veramente speciale: il medley That's All Right (Mama) - See See Rider - That's All Right (Mama) in apertura. Concerto molto particolare anche per un altro motivo: arrivato alla fine Elvis non avrà portato sul palco nessuno dei suoi singoli milionari degli anni '50.  

Also Sprach Zarathustra / Medley: That’s All Right (Mama) - See See Rider / I Got A Woman - Amen / Fever / If You Love Me (Let Me Know) / Until It’s Time For You To Go / Softly As I Leave You / Burning Love

Band Introductions - Johnny B. Goode [James Burton] - Drum Solo [Ronnie Tutt] - Bass Solo [Jerry Scheff] -  Piano Solo [Glen D. Hardin] - School Days [Joe Guercio Orchestra]

T-R-O-U-B-L-E / It’s Now Or Never / Why Me, Lord ? / Let Me Be There / Can’t Help Falling In Love - Closing Vamp

Tutte le foto di Roberto Paglia

giovedì 30 settembre 2021

Elvis, Suspicion e i 45 giri italiani

A partire dal 1972 la RCA iniziò a centellinare l'emissione dei 45 giri di Elvis in Italia, rinunciando addirittura a coprire la quota di mercato destinata a questo glorioso dispensatore di musica nel 1973 e nel 1976. Proprio in relazione al 1976 stupisce la mancata pubblicazione di Hurt, brano molto noto dalle nostre parti grazie alla versione in italiano portata al successo da Fausto Leali. Per fare un esempio pratico, ricordo che quando feci girare per la prima volta l'album From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee, regalatomi da mia madre nell'autunno del '77, lei dopo aver udito Elvis gridare "I'm so hurt" esclamò "ma questa è A chi!" per poi passare i giorni successivi ad ascoltarla. Chissà, forse sarebbe valsa la pena provare, ma se diamo un'occhiata all'elenco dei 45 giri emessi in Italia tra il 1972 e il 1977 ci rendiamo conto che i discografici dell'epoca si concentrarono esclusivamente sui pezzi marcatamente rock, o comunque ritmati, rinunciando sistematicamente ai lenti d'atmosfera. Vediamo nel dettaglio:

1972 - Burning Love

1974 - Promised Land

1975 - T-R-O-U-B-L-E

1977 - Way Down

Per effetto di questa strategia, evidentemente tesa a preservare l'immagine del rocker dei vecchi tempi - non saprei cos'altro pensare - Hurt dovette sembrare inadeguata agli addetti ai lavori, a dispetto del suo indubbio appeal. Del resto, in precedenza la RCA di casa nostra aveva tranquillamente fatto a meno del disco Separate Ways / Always on My Mind, che negli USA e in Gran Bretagna si era mosso molto bene.

In virtù di quanto scritto, sorprende la pubblicazione (nella primavera del 1977) di Suspicion / (It's a) Long Lonely Highway, singolo di lancio dell'ottima compilazione britannica Elvis in Demand, ricca di brani poco sfruttati che furono scelti, come evidenziato nelle note di copertina, dai membri dell'Official Elvis Presley Fan Club of Great Britain su invito della stessa RCA. Scorriamoli questi brani, nel caso qualcuno non avesse presente la raccolta in questione, perché vanno a formare un insieme eterogeneo caratterizzato da grande qualità.

Lato 1: Suspicion / Hi-Heel Sneakers / Got a Lot o' Livin' to Do / Have I Told You Lately That I Love You ? / Please Don't Drag That String Around / It's Only Love / The Sound of Your Cry / Viva Las Vegas

Lato 2: Do Not Disturb / Tomorrow is a Long Time / (It's a) Long Lonely Highway / Puppet on a String / The First Time Ever I Saw Your Face / Summer Kisses, Winter Tears / It Hurts Me / Let It Be Me

Ma chiudiamo con Suspicion, gioiello musicale altamente rappresentativo dell'arte presleiana. Nel Regno Unito questo pezzo incentrato sulla gelosia salì fino al numero 9 della classifica, mentre in Italia, lo rammento bene nonostante fossi un bambino, passò in radio con una certa frequenza. Anzi, fu proprio uno di questi passaggi a farci decidere che il nostro prossimo LP di Elvis (il quarto!) avrebbe dovuto contenere Suspicion.

Il giorno in cui questo desiderio si avverò è scolpito nella mia mente... E allora mi rivedo mentre cerco freneticamente "suspiscion", "suspiscien" o qualcosa del genere sulle copertine degli album di Elvis, nel grande negozio di dischi sito in Viale Marconi... Già, proprio quel negozio all'interno del quale trovavo ad attendermi, ogni volta, un tesoro inestimabile.

Foto: Roberto Paglia

venerdì 24 settembre 2021

A proposito di "Life", il singolo del 1971

Parlando di Life, che Elvis incise il 6 giugno 1970 a Nashville, nel dizionario delle canzoni rintracciabile all'interno del libro Elvis Presley Story (1988) Livio Monari scriveva: "Un ottimo pezzo, forse poco appariscente, ma che lievita e si esprime al meglio a ogni nuovo ascolto". Vero. Sebbene non sia uno dei brani degli anni '70 che preferisco, riconosco a Life un fascino particolare che viene fuori dopo reiterati ascolti.

A questo punto è doveroso ricordare ai più giovani che all'epoca il dizionario in questione ebbe un notevole impatto su noi appassionati. In sostanza ci fece riascoltare l'intero catalogo del nostro artista preferito sulla scorta delle interessanti riflessioni di un grande esperto in materia.

In questo post, utile per riprendere in mano il blog dopo mesi di assenza, vi mostro l'edizione tedesca del singolo Life. Analogamente a quella americana è caratterizzata da una splendida immagine di Elvis che io avrei senz'altro utilizzato per la copertina dell'album Love Letters From Elvis, dal quale Life e Only Believe provengono. E a proposito di Only Believe, lato b del 45 giri, cosa scrisse Livio al riguardo? È presto detto: "Una bella e poco nota canzone di intonazione religiosa, interpretata da Elvis in modo egregio". Insomma, questo è decisamente un bel disco. 

Foto di Roberto Paglia

Di Livio Monari ho parlato anche nel post:

Il libro "Elvis Presley: La Storia, Il Mito, Catalogo completo delle canzoni, Tutti i dischi" 

giovedì 8 luglio 2021

Elvis e il rock 'n' roll nel 1974

A volte penso che nella discografia ufficiale del nostro artista preferito non avrebbero sfigurato un Elvis at Omni, con il closing show del tour di giugno / luglio 1973 ad Atlanta, o un bel doppio, magari triplo Live in Pittsburgh con il leggendario show del 31 dicembre 1976... Ci penso, poi realizzo che di album dal vivo, nel tratto finale della carriera di Elvis, ne uscirono parecchi.

Il 7 luglio 1974 arrivò il terzo live in due anni, il quinto emesso dalla RCA a partire dal 1969 senza stare a considerare Elvis - TV Special (1968), che pur non essendo un disco dal vivo nel senso stretto del termine contiene pur sempre canzoni eseguite davanti a un pubblico. Purtroppo il concerto del 20 marzo a Memphis finì sul vinile in forma largamente incompleta e moderatamente fornito di brani già presenti nei precedenti album dal vivo di Elvis. Personalmente avrei gradito non poco l'inserimento di una stupenda resa di Steamroller Blues, che preferisco di gran lunga a quella presente nell'Aloha From Hawaii. In questo senso, per far posto ad essa sarebbe bastato lasciare nel cassetto An American Trilogy, già su singolo nel 1972 e successivamente rintracciabile in Elvis as Recorded at Madison Square Garden e nell'appena citato Aloha From Hawaii via Satellite. Ecco, quattro differenti versioni dello stesso brano in poco più di due anni sembrano un po' troppe, ma in fondo il discorso vale anche per I Can't Stop Loving You, Love Me, See See Rider... 

Prevedibilmente, a Elvis Recorded Live on Stage in Memphis non arrise il successo sperato, nonostante offrisse ai potenziali acquirenti un bellissimo concerto, seppur pesantemente editato e una copertina a dir poco originale. Peccato, perché se è vero che in questo 33 giri ci sono alcuni inevitabili "doppioni" (in realtà neanche troppi) è anche vero che contiene diversi altri pezzi alla prima apparizione in un live di Elvis Presley, due dei quali (Why Me, Lord? e Let Me Be There) mai incisi in studio da Elvis. 

Ma l'aspetto più interessante di Elvis Recorded Live on Stage in Memphis è dato dalla sua capacità di fotografare lo show di Elvis all'inizio del 1974, anno in cui il rrock 'n' roll visse l'ennesima stagione di revival, stimolata dal film American Graffiti (1973) con annessa colonna sonora ricca di canzoni degli anni '50, dall'arrivo sul piccolo schermo della sitcom Happy Days (1974) e dalle reiterate repliche (3388 dal 1971 al 1980) del Musical Grease. A Las Vegas, nel gennaio e febbraio del 1974, Elvis si liberò di molte highlights, rendendo più asciutte le scalette dei suoi spettacoli. Una tendenza, questa, che in parte caratterizzò anche il grande tour di marzo. Se scorriamo la track-list di questo "disco con la villa", come lo chiamavo da bambino, ci rendiamo immediatamente conto che fra pezzi eseguiti in medley e in forma completa, la magia dei fifties è tutta lì...

I Got a Woman (1954) / Love Me (1956) / Tryin' to Get to You (1954) / Long Tall Sally (1956) / Whole Lotta Shakin' Goin' On (1955) / Flip, Flop and Fly (1955) / Jailhouse Rock (1957) / Hound Dog (1952) / Blueberry Hill (1956) / I Can't Stop Loving You (1957) / My Baby Left Me (1950) / Lawdy Miss Clawdy (1952)

Foto: Roberto Paglia